A rischio bullismo di fratelli e compagni

A rischio bullismo di fratelli e compagni

I bambini autistici hanno maggiori probabilità dei loro coetanei di essere bullizzati da fratelli e compagni durante la prima adolescenza, con conseguenze psicologiche e sociali che possono ripercuotersi nel corso della vita. È quanto emerge da uno studio britannico pubblicato dal Journal of Autism and Developmental Disorders.

Ricercatori dell’Università di York– guidati da Umar Toseeb – hanno seguito 231 giovani con autismo e 8.180 senza questa patologia dalla fase centrale dell’infanzia alla prima adolescenza. Il bullismo da parte dei fratelli era molto più comune all’età di 11 anni, con circa il 64% dei bimbi autistici e il 48% delle controparti coinvolte. Entro i 14 anni, la percentuale calava, con il 36% dei piccoli autistici e il 33% dei soggetti senza il disturbo interessati dal fenomeno.
“Vi è un calo nel bullismo da parte dei fratelli dagli 11 ai 14 anni sia per i bambini con autismo, sia per coloro che non ne soffrono”, osserva Umar Toseeb. “Tuttavia, i bambini autistici hanno maggiore probabilità di essere coinvolti in un bullismo bidirezionale tra fratelli. Ed essere bullizzati dai fratelli a 11 anni si associa a maggiori difficoltà emotive e comportamentali all’età di 14 anni”.
I sintomi precoci di autismo possono variare ma è possibile che includano comportamenti ripetitivi come lo scuotere le mani, il dondolarsi, l’estrema resistenza a modifiche nella routine e, a volte, aggressività o autolesionismo.
La terapia comportamentale, educazionale, la logopedia e la terapia del linguaggio possono contribuire a ridurre la gravità dei sintomi dell’autismo in alcuni bambini, ma altri sintomi possono comunque condurre a difficoltà nel comportamento sociale ed emotivo durante l’adolescenza e l’età adulta.

Per comprendere come il bullismo influisse sulle vite dei bambini con e senza autismo, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti quanto spesso venissero presi di mira o colpiti di proposito da fratelli e compagni e quanto spesso si verificassero questi atti.
I ricercatori hanno anche posto ai genitori domande sulle difficoltà emotive e comportamentali dei bambini, se fossero infelici, tristi o irrequieti.
A prescindere dalla presenza di autismo, i bambini coinvolti nel bullismo da parte dei fratelli avevano maggiori probabilità di presentare difficoltà emotive e comportamentali.
Lo studio non è stato disegnato per provare se o come il bullismo possa direttamente influire sulla salute comportamentale o emotiva o come questo fenomeno possa svilupparsi in maniera diversa nei bambini con autismo.
Ma anche così, i risultati indicano che i genitori devono riconoscere la differenza tra normali litigi tra fratelli e bullismo, che può implicare un maltrattamento emotivo persistente e non necessariamente un’aggressione fisica.
“I conflitti persistenti tra fratelli possono essere indicativi di bullismo e non dovrebbero essere visti come una normale parte della crescita”, conclude Toseeb.

Lisa Rapaport, Reuters Health
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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