Caratteristiche distintive

Qualità in primo luogo

 

La qualità è per noi un valore essenziale. Lavoriamo sui bambini e quindi ci assumiamo una responsabilità enorme; non possiamo rischiare di sbagliare.

Nei primi anni, ci ha accompagnato – in modo importante – l’équipe di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Ancora oggi portiamo avanti insieme un’intensa attività di ricerca e pubblichiamo articoli scientifici sulle più importanti riviste internazionali che si occupano di autismo.

La scelta dei terapisti e dei supervisori è particolarmente attenta. Tutto il personale clinico è fornito di laurea, nella maggior parte di casi in Psicologia e di durata quinquennale. Prima di essere messi a contatto con i bambini, i terapisti svolgono lunghi periodi di tirocinio presso i nostri Centri. Quasi tutti i supervisori e numerosi terapisti hanno frequentato scuole di specializzazione e conseguito master di secondo livello nel trattamento ABA. I supervisori sono in procinto di sostenere l’esame di BCBA, Behavior Analyst Certification Board.

Numerose occasioni formative specializzate vengono offerte in sede al personale clinico; fra le più recenti: “Applicazione dei principi del comportamento all’insegnamento di abilità sociali”; “Adolescenti e giovani adulti con disturbo dello spettro autistico”; “Stesura di piani di intervento ABA individualizzati”.

Nel corso del tempo ci si è avvalsi di accreditati professionisti per consulenza e sostegno formativo: Alessandro Dibari, BCBA; Angela Simona Laganà, BCBA; Cristina Onori, BCaBA; Daniele Rizzi, BCBA; Denise Smith, BCBA.

L’attività di ricerca accompagna costantemente quella clinica, non soltanto per dare conto, in trasparenza, dei risultati ottenuti, ma anche e soprattutto per migliorare la qualità dei servizi clinici ed educativi. La pubblicazione dei nostri contributi su Research in Autism Spectrum Disorders, Research in Developmental Disabilities e Journal of Special Education Technology, per citare soltanto alcune delle riviste che li hanno accettati, è un importante riconoscimento della qualità della nostra azione. La partecipazione in qualità di relatori invitati a eventi internazionali, fra i quali AUTISMS (Salerno 2017), AUTISMI (Rimini, 2018) e ICABA (Napoli, 2018) dimostra l’apprezzamento per i nostro impegno professionale e scientifico.

27. D

Personalizzare i trattamenti

 

I disturbi dello spettro autistico presentano sintomi, espressività, gravità e conseguentemente prognosi molto differenziate fra i diversi bambini. Si dice, infatti, che esistono diversi autismi e che ogni bambino con autismo è diverso dagli altri, il che, d’altra parte, è vero per qualsiasi bambino, anche a sviluppo tipico. Per questo il programma di abilitazione proposto da Una breccia nel muro è fortemente personalizzato, fin dall’inizio della presa in carico.

 

Nel primo incontro di valutazione, oltre ad analizzare la documentazione clinica del bambino, si effettua una valutazione delle sue caratteristiche – punti di forza e di debolezza – mediante strumenti quali l’ABLLS-R e la VB-MAP,  in modo da redigere un piano educativo individualizzato. Ciascun piano viene monitorato costantemente da un supervisore che si rapporta con gli operatori e si confronta settimanalmente con la famiglia per valutare i risultati ottenuti, aggiornare gli  obiettivi ed eventualmente orientare meglio il trattamento.

Prendersi cura della famiglia

 

La presenza di un bambino con autismo coinvolge in modo importante l’intera famiglia, i genitori, i fratelli e sorelle, i nonni. La coinvolge e la sconvolge, per molti motivi: dopo la diagnosi la famiglia è spesso abbandonata a se stessa e in molti casi rifiuta di accettarla; le istituzioni pubbliche propongono soluzioni, nel migliore dei casi parziali, e a volte offrendo terapie inadeguate, non basate sull’evidenza scientifica nonostante le norme lo imporrebbero. Contraccolpi ci sono sui fratellini e sorelline. Le famiglie rischiano quindi di rompersi e questo avviene in diversi casi.

Una breccia nel muro si prende cura della famiglia, se necessario accompagnandola psicologicamente; addestra i genitori e gli altri caregivers sulla metodologia ABA mediante corsi di parent training, in modo che possano proseguire il trattamento in ambiente domestico; li coinvolge nel trattamento presso i Centri “Facciamo breccia”; li affianca nei gruppi di lavoro sull’handicap (GLH) attivi presso la scuola frequentata dal bambino, rendendosi disponibile a consigliare gli insegnanti curricolari e di sostegno in modo da favorire la sua reale inclusione.

Operare in solidarietà

 

Dal 2011, anno della sua costituzione, l’Associazione di volontariato Una breccia nel muro opera in solidarietà in favore delle famiglie meno favorite, nei limiti delle risorse che riesce ad attrarre. Presenta progetti a enti e istituzioni pubbliche e private con un buon tasso di successo e rende conto dell’impiego delle risorse e dei risultati ottenuti, poiché la sua cultura è orientata alla valutazione. Impegna i fondi che provengono dal 5 per mille, quelli che derivano dalle campagne  di sensibilizzazione e di raccolta fondi fra le quali “Solidarietà piccante – Un peperoncino per l’autismo”, arrivata quest’anno alla sua settima edizione, nonché le quote associative. Riceve donazioni che pure alimentano la sua capacità di operare.

I soci volontari, gli organi di governo e di vigilanza operano gratuitamente.
Le spese generali sono ridotte al minimo in modo da poter destinare i fondi raccolti agli interventi in favore dei bambini e delle loro famiglie. Vengono privilegiati i casi più gravi e le famiglie più bisognose.

Favorire l’inclusione 

 

Una breccia nel muro crede fortemente nell’inclusione dei bambini con autismo. Per favorirla ha messo in atto a Roma un progetto solidale, “Con gli altri, come gli altri”, con diverse finalità: ampliare gli interessi, valorizzare le attitudini, accrescere l’autostima dei bambini; far superare alle famiglie il senso di solitudine e far prendere loro consapevolezza che ogni possibilità può essere aperta per i figli; includere la diversità all’interno di attività ludiche e formative correnti per aumentare la sensibilità verso la disabilità di tutti i bambini e di tutte le famiglie.

L’ambito di attività proposte è molto ampio: rugby, golf, scacchi, teatro, musica, disegno e pittura, domeniche al cinema, escursioni sui campi di neve. Vengono sollecitati tutti i bambini, a prescindere dalla gravità della sindrome; ognuno partecipa con le proprie possibilità. Vengono invitati fratelli e sorelle, amici e compagni di scuola. Le diverse iniziative sono aperte a tutti i bambini con autismo, anche se non in cura presso il Centro “Facciamo breccia”.