Come intervenire

Intervento comprensivo versus focalizzato

Tutti i modelli educativi possono essere suddivisi in due macro categorie: comprensivi e focalizzati.
I primi prevedono obiettivi d’insegnamento in diverse aree dello sviluppo, mentre i secondi mirano a modificare soltanto alcuni comportamenti del bambino, oppure a incrementare la sua comunicazione.

43. I comprensivo vs. focalizzato
43. L. strutturato vs. naturalistico

Intervento strutturato versus naturalistico

Talvolta i genitori temono che una terapia strutturata come, ad esempio, l’ABA sia troppo rigida. Questo deriva dal vedere utilizzata una tecnica specifica presente in molti interventi educativi comportamentali, cioè l’insegnamento per prove discrete (in inglese, Discrete Trial Teaching). Tale tecnica, che rientra fra quelle più efficaci e validate, prevede un insegnamento abbastanza rapido in quanto propone al bambino una serie di prove ripetute su diversi target comportamentali, fornendo e sfumando aiuti per sollecitare l’espressione dei comportamenti richiesti e per rinforzarli. Tuttavia, gli interventi che prevedono l’uso di questa sola tecnica sono ormai rari; generalmente, essa viene affiancata da strategie più naturalistiche. In ogni caso, l’insegnamento per prove discrete deve prevedere sempre la generalizzazione degli apprendimenti in contesti di vita quotidiana.

S.O.S. Stress

Sintomi di stress, ansia e depressione non vanno mai sottovalutati. Un intervento intensivo, precoce e ad approccio comportamentale, soprattutto quando è prevista l’inclusione del genitore, implica un impegno importante e costante sin dall’iniizio dell’intervento.

Sebbene sia molto importante formarsi nel modo migliore possibile, per essere sempre più consapevoli dei processi di apprendimento del bambino, saperne facilitare la comunicazione e imparare a gestire i comportamenti problema mostrati nella quotidianità, non bisogna chiedere troppo alle proprie risorse.

Tutti abbiamo la capacità di fronteggiare eventi stressanti, ma quando le richieste esterne superano la resilienza si rischia di andare sotto stress fino a presentare una sintomatologia psicopatologica. Una coppia genitoriale deve rimanere unita per essere in grado di affrontare gli eventi traumatici; se  necessario, deve chiedere aiuto e sostegno psicoterapico in modo da recuperare la stabilità personale e familiare; questo risulta estremamente utile anche per aiutare il bambino, poiché i genitori rimangono i migliori insegnanti. D’altra parte, un genitore che diventa terapista del bambino ne favorisce certamente il progresso ma vede aumentare il proprio senso di responsabilità e va incontro quasi fatalmente a un forte carico di stress. All’interno del percorso educativo rivolto al bambino con autismo, il supervisore insieme allo psicoterapeuta può orientare la famiglia nello scegliere il modo migliore per essere coinvolta, rispettando i tempi e i bisogni di ciascuno dei due genitori.

43. M. stress
43. N. per approfondire

Per approfondire

Ecco gli indirizzi web nei quali reperire alcuni documenti ufficiali pubblicati dal Ministero della salute e dalla Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, SINPIA, in tema di autismo:

 

https://www.sinpia.eu/atom/allegato/148.pdf

 

http://angsa.it/wp-content/uploads/2017/11/Il-trattamento-dei-disturbi-dello-spettro-autistico-nei-bambini-e-negli-adolescenti.pdf

 

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_231_allegato.pdf