Logopedia in ambiente ABA

I genitori rimangono a volte disorientati quando viene raccomandato loro di portare i figli dal logopedista. Viceversa, parecchie mamme e papà sono impensieriti se il piccolo “ancora” non parla oppure distorce i suoni e le parole pronunciate.

L’età in cui si può valutare la presenza di un disturbo del linguaggio, come un ritardo o la sua assenza, è in genere intorno ai tre anni; ma già a due anni e mezzo si possono identificare problematiche sulle quali è bene intervenire precocemente. Esse possono essere causate da un semplice ritardo, che in generale si risolve rapidamente, oppure riguardare un disturbo specifico e, in questo caso, il ritardo è più marcato e persistente. Se oltre al deficit di comunicazione il bambino mostrasse ulteriori sintomi, il problema potrebbe essere causato da altri disturbi del neuro sviluppo, come quelli legati all’apprendimento o a un disturbo dello spettro autistico. È sempre importante verificare che il bimbo non abbia problemi di udito.

Un trattamento di logopedia favorisce, previene e rieduca la comunicazione delle persone che presentano difficoltà e quali possono includere aspetti verbali della comunicazione (comprensione ed espressione) e aspetti non verbali, come l’uso dei gesti. Il principale compito del logopedista è proprio quello di potenziare il linguaggio, correggendo difetti di pronuncia o veri e propri disturbi legati alla semantica o alla costruzione sintattica.

 

Campanelli d’allarme, quando consultare un esperto

Le problematiche più comuni riguardano i difetti di articolazione e di pronuncia e la povertà lessicale e inerente alla strutturazione della frase; possono presentarsi balbuzie e disfonie e problemi riguardanti la deglutizione e la pronuncia. Se a due anni il piccolo pronuncia meno di 50 parole, è raccomandato un accertamento diagnostico per rilevare precocemente, e affrontare con elevate probabilità di successo, le eventuali difficoltà. È senz’altro necessario intervenire se il bambino fra i due e i quattro anni non ha ancora incominciato a parlare, o ha difficoltà nella comprensione, oppure non presenta una buona comunicazione con i pari; altrettanto se, dopo i quattro anni, parla usando soltanto due sillabe, oppure non pronuncia bene alcune parole scambiando lettere all’interno delle stesse. Dopo i sei anni tali problematiche possono esitare in disturbi dell’apprendimento attraverso la letto-scrittura e/o la discalculia.

 

Quando iniziare l’intervento

L’intervento deve essere precoce quando si presentino disturbi specifici; non conviene attendere. D’altra parte, l’attesa crea ansia nei genitori se non vedono un progresso spontaneo nei tempi previsti e neppure quando il bimbo incomincia la scuola dell’infanzia. Una valutazione specialistica, sia nei casi lievi sia in quelli più complessi, rassicura e non implica necessariamente l’inizio di un trattamento.

 

Come opera la logopedia

La terapia logopedica è un intervento riabilitativo per migliorare le possibilità comunicative del bambino. Viene effettuata una valutazione iniziale con lo scopo di definire il deficit di linguaggio (ad esempio: deficit fonologico, semantico, pragmatico ecc.); a partire da essa viene avviato un trattamento specifico stimolando nel bimbo l’attenzione ai suoni del linguaggio, alla ripetizione, all’identificazione dei significati delle comunicazioni, esercitandolo sulla costruzione delle frasi. È prevista la collaborazione con la scuola e la famiglia; in ogni caso, si cerca di trasferire gli obiettivi raggiunti in terapia nel contesto sociale del bambino per facilitare la generalizzazione delle abilità.

A seconda del disturbo la frequenza delle sedute può variare da una a settimana a un intervento quotidiano. La terapia può essere svolta a tavolino, davanti a un quaderno; ma si possono presentare situazioni per le quali i metodi “ortodossi” non funzionano e quindi è necessario lavorare all’interno di attività ludiche e naturalistiche.

In generale i logopedisti sono specializzati in alcune metodologie di lavoro principali. Una fra le più diffuse in Italia è il metodo De Filippis, mentre negli ultimi anni sta ricevendo molta attenzione la terapia Prompt. In ogni caso, l’offerta educativa rivolta a qualsiasi bimbo deve essere proposta all’interno di un quadro coerente di principi e  prassi pedagogiche. Per questo motivo gli interventi logopedici svolti presso i Centri “Facciamo breccia” o presso l’abitazione delle famiglie sono inseriti in una cornice ABA e sono supervisionati.

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