Brioche, il cane amico

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Una ragazza autistica, Martina, si apre al mondo grazie all'aiuto del suo cane, di nome Brioche. L'esperimento pilota è reso possibile da una fondazione canadese, che ha affidato il cane alla famiglia milanese. La mamma: "La nostra vita è cambiata da quando c'è Brioche".

È una nuvola scura che si muove per casa. Ma non porta tempesta, anzi: «La nostra vita è molto più tranquilla e bella da quando c'è Brioche». Così si chiama la cagnolina che da un anno e mezzo tiene compagnia a Martina, una 20enne milanese autistica. In Italia è il primo cane guida addestrato per affiancare questi ragazzi speciali, un Saint-Pierre, incrocio tra labrador e pastore bernese. La convivenza è un esperimento pilota partito grazie all'aiuto della fondazione "Frédéric Gaillanne Mira Europe", canadese, che ha affidato il cane alla famiglia milanese a giugno del 2015.

La mamma di Martina, Sabrina Brianza, sorride. «La vita di mia figlia è cambiata da quando c'è Brioche e, di riflesso, anche la mia». Perché? «La sua sola presenza è in grado di ridurre le crisi d'ansia, di tranquillizzare mia figlia, e anche di farla sentire in un certo senso importante quando tiene la bestiola al guinzaglio fuori di casa». Le due sono inseparabili. Martina accoglie Brioche sul letto, la accarezza, la bacia. Un affetto che il cane gradisce e alimenta sdraiandosi a pancia all'aria e reclamando coccole e croccantini. «È un cane tranquillo, equilibrato, riduce i comportamenti ripetitivi, le psicosi, le manie», spiega Brianza. Non solo: «Da quando c'è lei, mia figlia dorme più serenamente. Prima aveva un sonno leggerissimo e si svegliava più volte durante la notte».

Ancora, «Brioche è in grado di far aprire Martina verso l'ambiente e altre persone, quando si trova fuori casa. La sua interazione con il mondo è migliorata di gran lunga». Le piace portare a spasso Brioche, camminare nel parco vicino casa tenendola sempre al suo fianco. «Considero questo cane meglio di un calmante, di una terapia, per noi è stata una benedizione», aggiunge la mamma. Poi mostra l'album di Brioche, con le sue foto da cucciola. «Un regalo che ci è stato fatto dalla famiglia affidataria, che ha tenuto con sé la cagnolina per 6 mesi, per abituarla a stare con altre persone e coi bambini prima dell'addestramento specifico». Sì, perché il periodo che i cuccioli trascorrono in famiglia è essenziale per acquisire le basi della vita in società, come si legge in un opuscolo della fondazione Mira Europe. «Si parla di sociabilitazione: pulizia, capacità di mantenere la calma, pasti a un'ora fissa. Tutte abitudini che le famiglie, aiutate dagli istruttori della scuola, danno ai cuccioli». La base che poi porterà i cani a diventare delle guide, per ragazzi non vedenti oppure autistici.

La famiglia affidataria è rimasta affezionata a Brioche, «quando è il suo compleanno spedisce sempre dei regali per lei», continua Sabrina Brianza mentre la cagnolina scorrazza libera per casa e gioca invogliando chi le sta attorno a tirare verso di sé i giochi che mette in bocca, senza mollare mai la presa. «Per Martina è una compagnia che non finisce mai». E bastano gli occhi di Brioche, la sua presenza ingombrante ma mai minacciosa, a calmarla. «Addestrare i cani-guida è costoso, la fondazione che ci ha affidato Brioche può andare avanti solo grazie alle donazioni. E se riuscisse a proseguire la missione cambiando la vita anche ad altri ragazzi, come è successo per mia figlia, sarebbe meraviglioso».

Marianna Vazzana, Il Giorno, 22 dicembre 2016

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