ComunitABA: un progetto musicale

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Da tre anni sono la tutor ABA di C. un ragazzo con autismo che da pochi mesi sta imparando a suonare il pianoforte nell'ambito del progetto ComunitABA promosso dall'Associazione di volontariato "Una breccia nel muro - ODV" e sostenuto economicamente da Enel Cuore onlus e da Banca d'Italia.

Prima di iniziare il percorso attuale, il ragazzo scaricava sul tablet le applicazioni tutoriali che insegnano a suonare strumenti musicali; nel tempo, i nonni gliene hanno regalato alcuni; li usava per gioco, cercando di riprodurre i motivi che ascoltava dal dispositivo, come "Happy Birthday","Torero Camomillo" e pochi altri.

Mi meravigliava la sua capacità di riprodurre la musica appena ascoltata sui tasti del pianoforte o dello xilofono; più volte ragionavamo, la mamma ed io, sul modo di coltivare questa dote, ma non era facile trovare una scuola di musica che accogliesse il ragazzo. Finché un supervisore di Breccia che già lo seguiva per la terapia comportamentale, ci comunicò che era stata trovata una soluzione e il ragazzo avrebbe potuto iniziare a seguire un corso di pianoforte in solidarietà, all'interno di un progetto finanziato.

Per alcuni mesi le lezioni sono state svolte a distanza, nel rispetto delle norme di contrasto alla pandemia Covid-19, con il maestro Giuseppe Lazzazzera; oltre che molto preparato, il maestro si è mostrato immediatamente assai empatico, riuscendo a instaurare un rapporto efficace con il ragazzo che lo ascoltava con attenzione ed eseguiva gli esercizi che gli veniva chiesto di suonare.

Ero entusiasta all'idea che C. avrebbe imparato a suonare ed ero felice di poterlo seguire in questo percorso; allo stesso tempo ero preoccupata perché imparare a suonare uno strumento musicale richiede disciplina, attenzione e concentrazione; temevo che non sarebbe stato attento alle indicazioni del maestro e non si sarebbe esercitato come gli si chiedeva.

All'inizio gli esercizi erano molto semplici; d'accordo con Giuseppe il comportamento corretto è stato rinforzato. Il maestro si accorse presto che C. aveva un dono raro, l'orecchio assoluto: veniva prodotta una nota sul pianoforte e C. la riconosceva senza guardare la tastiera. La cosa mi sorprendeva ogni volta.

Le lezioni a distanza con Giuseppe, iniziate a … 2021, sono proseguite fino a settembre. Poi ci siamo resi conto che dovevano essere svolte in presenza, perché gli esercizi da eseguire diventavano via via più impegnativi. Purtroppo il maestro vive in un'altra città, distante da quella nella quale vive C.; io non ero in grado di seguirlo a casa dopo la lezione, durante il resto della settimana. L'Associazione e la mamma hanno individuato e contattato una scuola di musica locale valida, la scuola "MusicArte" di Rende, disponibile ad accogliere C.; sono iniziate le lezioni in presenza, un'ora a settimana.

All'inizio C. non era molto motivato ad andare (spesso i cambiamenti provocano resistenza nelle persone con autismo); poi però, con il passare del tempo e con il rinforzo giusto, siamo riusciti ad aumentare l'attenzione e il coinvolgimento. C. ha iniziato a suonare brani più difficili, prima a due mani, poi a quattro mani insieme alla maestra Rosa. I progressi sono stati tali che abbiamo deciso di organizzare un piccolo concerto di Natale in casa, con la presenza della famiglia e anche mia e dell'altra terapista Serena che lo segue a scuola. C'erano anche, in videochiamata, il supervisore di C., Maria Teresa e Marco che organizza il progetto CoomunitABA a Salerno.

C. ha capito che eravamo tutti lì per lui; si sentiva al centro dell'attenzione. Si è seduto al pianoforte tranquillo e concentrato e ha eseguito diversi brani molto bene. Sembrava davvero un concertista. È stato felice che lo ascoltassimo e lo applaudissimo. Abbiamo fatto un video e lo abbiamo condiviso, con il consenso della mamma, con quanti hanno seguito C. nel corso del tempo e gli sono affezionati.

L'esibizione ha dato a C. una forte motivazione per continuare a imparare a suonare. Sono sicura che seguirà le prossime lezioni con ancora maggiori tranquillità ed entusiasmo.

Per me, per tutti noi che lo seguiamo, è stata un'occasione di vera gioia e di orgoglio per quanto C. è riuscito a fare.

Melanì Ominelli, terapista ABA 

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