Il nostro impegno scientifico

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Le stereotipie: i bambini con autismo possono presentare deficit in una grande varietà di capacità evolutive, da quelle socio-cognitive a quelle comportamentali. Interventi educativi efficaci sono ampiamente diffusi; il loro impiego fa registrare progressi a livello intellettuale, linguistico, nelle abilità comportamentali, sociali e adattive. Su questi temi il gruppo di ricerca di Breccia ha pubblicato un importante lavoro sulla rivista internazionale "Children".

Le stereotipie sono incluse fra i sintomi principali dell'autismo e sono definite come comportamenti topograficamente invarianti e ripetitivi (sfarfallamento delle mani, dondolii del capo e del corpo, manierismi, corsa a-finalistica). Parallelamente, vocalizzazioni non contestuali, ecolalia immediata e differita sono esempi di stereotipie vocali mantenute poiché auto-gratificanti per la persona o soddisfacenti un bisogno sensoriale. Come controprova, il bimbo, ascoltando la musica, riduce fortemente la stereotipia.

Le stereotipie possono diventare una barriera all'apprendimento se assorbono quotidianamente le attività dei bambini, impedendo la percezione di altri stimoli presenti nell'ambiente. Inoltre, possono essere stigmatizzanti e limitare le opportunità di socializzazione, poiché i pari tendono a isolare i bambini che le presentano. Impediscono anche un diverso e più funzionale impegno durante il tempo libero e nella cura di sé. Possono interferire con l'acquisizione di abilità accademiche.

Come si può intervenire: Le stereotipie vocali e motorie mantenute dal rinforzo automatico (auto-gratificazione) sono difficili da trattare a causa del controllo limitato che si riesce ad avere su di esse e della conseguenza sensoriale che producono, come, per esempio, la stimolazione uditiva e motoria.

Alcuni ricercatori hanno studiato gli effetti di una punizione lieve per contrastare il rinforzo automatico nelle stereotipie vocali in individui con diagnosi di autismo. Tuttavia, le procedure basate sulla punizione non sono da privilegiare per questioni sia etiche sia cliniche. Altri hanno applicato con successo una tecnica denominata RIRD (Response Interruption and Redirection) che prevede l'interruzione dellastereotipia sia motoria sia vocale espressa dal bambino e il ri-direzionamento verso comportamenti funzionali da rinforzare. Per esempio, se un bambino emette una stereotipia vocale, la stessa viene interrotta e lo si aiuta a fare commenti e richieste funzionali sull'attività in corso. Quindi, gli interventi basati sul RIRD comportano l'interruzione delle stereotipie e la loro sostituzione, ad esempio, con risposte a domande semplici riguardanti il gioco corrente o con richieste verso oggetti che servono a completare il gioco. Questa procedura è conforme ai requisiti etici seguiti dagli analisti del comportamento, evitando metodi avversi o punizioni fino a quando tutte le opzioni basate sul rinforzo del comportamento non abbiano esaurito la loro efficacia.

Un'altra tecnica valida è il training alla discriminazione, procedura che prevede il riconoscimento di uno stimolo antecedente inserito nell'ambiente dal tutor per indicare che il rinforzo non sarà disponibile in quella condizione, impedendo così il rinforzo della stereotipia. Questa procedura di controllo dello stimolo è stata utilizzata in alcune ricerche per insegnare risposte adattive a individui con diagnosi di autismo, comprese le abilità comunicative, sociali, accademiche, professionali e la cura di sé.

In questo ambito, il gruppo di ricerca di Breccia ha pubblicato un importante lavoro sulla rivista internazionale "Children", indicizzato da PubMed, dove si mostra come si sia riuscito a insegnare a un bambino a discriminare uno stimolo inserito, un braccialetto rosso, la cui presenza impediva di emettere le stereotipie mostrate generalmente. L'insegnamento del riconoscimento del braccialetto rosso indossato dal bimbo come stimolo impeditivo delle stereotipie, applicato congiuntamente a una procedura RIRD, nella quale le stereotipie emesse casualmente erano sostitute con comportamenti funzionali è risultata di grande successo, riducendole o annullandole (Esposito M., Pignotti L., Mondani F., D'Errico M., Ricciardi O., Mirizzi P., ... & Valenti M., Stimulus Control Procedure for Reducing Vocal Stereotypies in an Autistic Child. "Children", 2021, 8(12), 1107).

Stimulus-Stimulus-Pairing(SSP): La procedura è stata utilizzata da alcuni ricercatori per condizionare i suoni vocalici contestuali in studenti con un repertorio verbale limitato e anche per ampliare la varietà dei rinforzi condizionando stimoli meno graditi. Essa prevede la presentazione di due o più stimoli contemporaneamente. La loro esibizione può avvenire nello stesso momento, oppure uno stimolo può precedere nel tempo l'altro. Generalmente, l'esibizione del secondo stimolo deve seguire rapidamente l'inizio del primo. La procedura consente allo stimolo neutro di acquisire le stesse proprietà dello stimolo rinforzante al quale viene associato.

Sono stati presentati in letteratura i risultati ottenuti mediante l'applicazione della procedura SSP per facilitare l'impiego dei giocattoli da parte di due bambini in età prescolare con autismo per sostituire il gioco alle stereotipie. Il nostro studio ha aggiunto prove riguardanti il ​​condizionamento e la sua relazione con l'affermarsi di comportamenti funzionali e il ridursi delle stereotipie. L'intento principale è stato quello di limitare le stereotipie in tre bambini autistici durante la visione di film, mediante la procedura SSP (Esposito M., Dipierro M.T., Mondani F., Iurato G., Mirizzi P., Mazza M., Valenti M., Stimulus-Stimulus-Pairing to Reduce Stereotypies in Three Children with Autism during Movie Watching, "Behav. Sci.", 2021, 11, 165. https://doi.org/10.3390/bs11120165).

Marco Esposito, supervisore e ricercatore presso l'Associazione di volontariato "Una breccia nel muro – ODV" 

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