Ginevra, inchiesta su casa per autistici

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 Un quarto dipendente di una casa specializzata per giovani affetti da autismo di Mancy (GE) è indagato dalla procura di Ginevra. Anche questa persona, come le altre tre già interrogate a inizio febbraio, è sospettata di aver somministrato a una residente un farmaco che non le era stato prescritto. Rivelata da Le Temps, l'informazione è stata confermata dal portavoce della magistratura ginevrina.

Il quotidiano precisa che si tratta di un educatore notturno supplente che era al lavoro il 28 marzo 2021 quando una dose di Temesta (un farmaco ansiolitico) è stata data a un'adolescente, apparentemente senza alcuna prescrizione medica. Il giorno successivo la giovane era stata ricoverata in ospedale per un'overdose di medicamenti.

Gli altri tre dipendenti indagati erano già stati ascoltati dagli inquirenti a febbraio: sono anch'essi sospettati di aver «somministrato a una residente dei farmaci che non le erano stati prescritti, mettendo così in pericolo la sua salute e persino la sua vita». Tutti gli imputati contestano le accuse. Secondo quanto riferito da Le Temps, tutte le parti sono state convocate dalla Procura lunedì prossimo.

Non solo troppi farmaci, pure maltrattamenti

I sospetti di eccessiva somministrazione di farmaci sono solo una delle disfunzioni riscontrate nella struttura dalla sua apertura avvenuta nel mese di giugno 2018. Dallo scorso autunno infatti, pure diversi casi di maltrattamenti sono stati denunciati dalla stampa.

Lo scandalo legato alla casa di Mancy ha avuto ripercussioni politiche e questa settimana il Consiglio di Stato di Ginevra ha presentato una prima serie di provvedimenti per migliorare la situazione. In particolare, ha modificato il regolamento sull'educazione speciale per ancorare la supervisione delle case statali all'Ufficio per i bambini e i giovani.

L'ONU vigila

Tra l'altro la vicenda è pure finita sotto la lente del Comitato per i Diritti Umani dell'ONU: quest'ultimo ha chiesto qualche giorno fa alla Svizzera «quali misure» verranno prese contro i responsabili.

Uno dei 18 esperti indipendenti del Comitato ha affermato a Ginevra che otto anni dopo la ratifica svizzera, «la Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) non è tuttora applicata ai bambini» nella Confederazione.

I responsabili devono essere sanzionati e un piano dev'essere «immediatamente» lanciato per evitare ulteriori violazioni, ha aggiunto l'esperto. Alcuni membri del Comitato hanno chiesto alla Svizzera un approccio basato sui diritti umani piuttosto che medico per la presa a carico dei bambini.

bluwin.ch

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