2 aprile 2026, fare brecce nell’indifferenza

2 aprile 2026, fare brecce nell’indifferenza

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Il 2 aprile si celebra la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, istituita nel 2007 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per promuovere informazione, inclusione e rispetto verso le persone nello spettro autistico. 

È una data che, ogni anno, rappresenta non solo un momento simbolico, ma un richiamo concreto alla responsabilità di tutti noi. Perché l’autismo non è un tema lontano: è parte della vita quotidiana di migliaia di famiglie nel nostro Paese.

A Roma il nostro impegno prenderà forma in due appuntamenti. Il 10 aprile 2026, alle ore 19.00, presso l’Auditorium San Pio X – Angelo Brizi, in Piazza della Balduina 67d, l’incontro “Oltre lo sguardo: comprendere e accogliere l’autismo” al quale parteciperò personalmente. Sarà un momento di dialogo e testimonianza, a cui spero tanti di “Breccia” vorranno essere presenti, in cui racconterò il mio percorso di genitore di un ragazzo autistico e l’esperienza del lavoro quotidiano di Una breccia nel muro – ODV.

Il 18 aprile ci ritroveremo al Parco delle mimose di Roma, in Via Vittorio Montiglio 68: alle ore 11 i ragazzi del nostro laboratorio musicale, diretti dal maestro Luca Terriaca, si esibiranno insieme ai musicisti della Banda della Scuola popolare di musica di Testaccio. Sarà una festa, semplice e autentica, fatta di musica e sorrisi.

A Salerno il 2 aprile ci sarà una festa nel giardino del Centro “Facciamo breccia” con le famiglie dei bambini che sono presi in cura, insieme agli operatori. 

In Italia si stima che l’autismo riguardi un bambino su 77, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Dietro questo numero ci sono volti, storie, le fatiche quotidiane di genitori, fratelli e sorelle, nonne e nonni, insegnanti, educatori, assistenti che ogni giorno costruiscono ponti verso l’inclusione.

Sappiamo bene che esistono linee guida e percorsi terapeutici dedicati, ma sappiamo anche che le differenze territoriali pesano, che l’accesso agli interventi precoci non è sempre uniforme, che il carico emotivo ed economico può diventare molto impegnativo. La quotidianità con queste persone è fatta di terapie, appuntamenti, colloqui, modulistica, attese. È una vita che richiede organizzazione, energia, pazienza. Tanta pazienza.

Eppure, accanto alla fatica, c’è anche la forza. C’è la capacità di trovare nuove strade, di valorizzare talenti inattesi, di costruire comunità. È per questo che il 2 aprile non può essere solo una ricorrenza: deve diventare un invito a superare stereotipi e pregiudizi, a guardare oltre le etichette, a sentirci parte di una responsabilità condivisa che riguarda istituzioni, scuole, imprese e cittadini.

Aprire brecce nell’indifferenza è possibile. Si comincia ascoltando, partecipando, mettendosi in gioco, senza paura.

 

Marco Sabatini Scalmati, consigliere dell’Associazione Una breccia nel muro - ODV

 

 

 

Esercitava abusivamente la professione medica in Italia. Con questa accusa un 63enne è stato arrestato dalla Polizia postale di Roma. All’uomo, il cui nome risulta assente dall’Albo nazionale dei medici, è stato contestato, inoltre, il reato di truffa aggravata ai danni di persone offese approfittando della loro vulnerabilità psicologica.
“I genitori di un 15enne con disturbi neurologici si sono rivolti al “medico” perché da informazioni acquisite online risultava essere un luminare con un curriculum ben strutturato”, spiega la polizia in una nota. L’uomo millantava inoltre di essere stato il costante riferimento sanitario di Papa Giovanni Paolo II e ad oggi, di oltre 50 cardinali in carica, tutte circostanze smentite dalle indagini dei poliziotti.
All’adolescente, riferisce la nota, “era stato prescritto un percorso di terapia rappresentato come innovativo e sperimentale, mediante l’utilizzo di cellule staminali che, nel tempo, insieme a una riduzione dei costi delle cure, avrebbe portato un notevole miglioramento sotto diversi aspetti, da quello comportamentale a quello del linguaggio. Dalle investigazioni è emerso che le terapie somministrate dall’indagato avvenivano con sostanze vietate o addirittura scadute”.
Il costo sostenuto dalla famiglia per queste “cure” ammonta a circa 30mila euro. Attraverso la denuncia dei genitori del ragazzo, sono state avviate le indagini che hanno condotto gli agenti della Postale nell’abitazione dell’uomo dove sono state trovate circa 400 schede di pazienti, alcuni affetti da gravi forme di autismo. Sono state repertate inoltre, dai poliziotti della Scientifica, delle provette contenenti urina o sangue e numerose confezioni di medicinali ancora sigillate ma scadute da anni.
“Le analisi di laboratorio – spiega la Polizia -, eseguite dai tecnici dell’Istituto superiore di sanità, hanno confermato l’assoluto divieto di somministrazione di queste sostanze, non essendo classificabili come farmaci autorizzati né come integratori alimentari”.
Il Giudice per le indagini preliminari di Roma, oltre all’applicazione della misura personale, ha disposto il sequestro preventivo dei siti internet utilizzati dall’uomo per vendere quei farmaci vietati e per pubblicizzare la propria attività illegale. Le pagine web sono state oscurate e i relativi domini disabilitati con notifica a tutti i provider.

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