Rotto il muro della maggiore età

Rotto il muro della maggiore età

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Autismo e diritti alle prestazioni sanitarie: il Tar Campania condanna l'Asl Napoli 2 Nord a valutare l'erogazione della terapia ABA (Applied Behaviour Analysis) per una ragazza di 28 anni. Una sentenza innovativa rompe il "muro" della maggiore età: i giudici amministrativi stabiliscono l'obbligo di presa in carico e la definizione di un Progetto Individuale anche per gli adulti.

 

La sentenza della nona sezione del Tar Campania è stata pubblicata il 2 gennaio 2026. I Giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di un padre (in qualità di tutore), rappresentato dall'avvocato Vincenzo Grimaldi del foro di Torre Annunziata, contro il silenzio serbato dall'Asl Napoli 2 Nord in merito alla richiesta di erogazione dell’intervento ABA per la figlia ventottenne. La vicenda nasce dalla richiesta della famiglia di garantire il trattamento riabilitativo più consono per la giovane, portatrice di un disturbo dello spettro autistico. Nonostante una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) avesse indicato il metodo ABA come "intervento psicoeducativo di prima scelta", l'Asl non aveva dato seguito all'istanza presentata nel giugno 2024, trincerandosi dietro un silenzio ritenuto illegittimo dai giudici.

La sentenza rappresenta un precedente significativo perché scardina la prassi secondo cui le terapie ad alta specializzazione, come l'ABA, sarebbero appannaggio esclusivo di bambini e preadolescenti. Il Tar ha stabilito un principio chiaro: sebbene l'Asl mantenga discrezionalità tecnica sulle modalità di erogazione, non può sottrarsi all'obbligo di valutare il caso specifico solo perché il paziente è adulto. Nelle motivazioni, i giudici sottolineano che "sussiste il diritto del paziente ad essere preso in carico dall'Azienda sanitaria e ad essere curato attraverso un percorso terapeutico preventivamente individuato in un progetto individuale". L'inerzia dell'amministrazione di fronte alla richiesta di salute di un cittadino fragile, a prescindere dall'età, viola i principi di legge. Il Tribunale ha dichiarato l'illegittimità del silenzio dell'ASL e ha ordinato all'azienda sanitaria di provvedere in maniera espressa sulla domanda del ricorrente entro 30 giorni. L'Asl dovrà quindi attivare le proprie strutture, valutare la paziente e definire un piano terapeutico concreto. Qualora l'Asl dovesse persistere nella sua inerzia, il Tar ha già nominato un Commissario ad acta (il dirigente delle politiche sociali della Regione Campania) che interverrà per garantire l'esecuzione della sentenza.

«Le Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico dell’Istituto Superiore di Sanità validano a tutti gli effetti gli interventi psicoeducativi cognitivo-comportamentali anche per gli adulti. Questo campo è una nuova frontiera nel trattamento degli adulti con disturbi dello spettro autistico, come dimostra un numero di studi in lento ma costante aumento» ha sottolineato l’avvocato Vincenzo Grimaldi, legale del tutore della ventottenne.

Dario Sautto

Napoli.corriere,it

 

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